venerdì 25 maggio 2012

ALLA RICERCA DEL LUPO AL PARCO NATURA VIVA DI BUSSOLENGO

Da tempo volevo visitare questo parco tanto reclamizzato, onestamente mi aspettavo qualcosa di diverso, comunque un bel luogo dove poter passare una bella giornata con la famiglia osservando varie tipologie di animali.
Quelle che a me interessavano, naturalmente erano i Lupi, ma prima di incontrarli, mi sono messa sulle tracce dei loro parenti alla lontana... 

Il CYNOGNATHUS detto anche "Mascella di Cane"

La sua somiglianza con i mammiferi:

Il muso dei mammiferi di oggi, come il cane e il gatto, è provvisto di baffi che aiutano l'animale a percepire i movimenti nell'aria e a "sentire" gli oggetti. Ogni baffo, alla radice, presenta un piccolo vaso sanguigno e un nervo. I baffi, attraverso speciali fori, si inseriscono nelle ossa del muso dell'animale. Gli scienziati pensano che anche il Cynognathus fosse provvisto di baffi. Nel suo cranio, infatti sono stati ritrovati speciali fori simili a quelli dei mammiferi. Probabilmente, oltre ai baffi, il Cynognathus aveva la pelle, robusta e coriacea, ricoperta di un sottile strato di pelo o di pelliccia.




IL LUPO DELLA TASMANIA

Il tilacino o lupo marsupiale della Tasmania (Thylacinus cynocephalus) era un grande carnivoro marsupiale diffuso in Australia e Tasmania. I primi coloni europei lo conoscevano come "tigre della Tasmania" o "lupo della Tasmania". Questa specie è l'ultimo membro della famigliaThylacinidae sopravvissuto fino a tempi recenti.
Lui prese solo il nome "Lupo" essendo un marsupiale non aveva nulla a che fare con i mammiferi.




I LUPI

Eccoli finalmente arriviamo a loro .... ai LUPI
Devo dire che sono stata molto delusa dal loro atteggiamento.
Molto sornioni e poco attivi.
Ogni tanto tiravano sul la testa. Il massimo dell'attività vista è stato un cambio di posizione per poi rimettersi a dormire.
Non faceva particolarmente caldo, paragonandoli a quelli visti in Inghilterra, mi sono apparsi quasi mezzi intontiti. Molto apatici.
I Lupi "inglesi", erano Molto attivi, i ruoli si distinguevano benissimo, le sentinelle e il beta facevano il loro lavoro, arrivavano alla rete e si facevano sentire con tutta la loro presenza mentre gli alfa rimanevano attivi in alto ad osservare la situazione.
Questi invece non ne avevano nessunissima voglia.
Anche la recinzione mi ha lasciato molto perplessa, fatta di un rete normalissima, di quelle che usiamo noi in città per delimitare i nostri confini.
E' anche vero che tutta la collina a loro destinata era monitorata da telecamere, forse anche con conduzione elettrica a basso voltaggio di quelle che si usano per i pascoli. 
MAGARI mi sbaglierò, ma pensavo ai miei CLC, che una rete semplice da recinzione me l'aprono come se fosse fatta di spago, mi meraviglio che 7 esemplari di questi magnifici lupi non ci abbiamo ancora provato.
Il motivo potrebbe esser dato dal fatto che vengono rimpinzati di cibo in modo costante, quindi l'attività è solo di tutto riposo. 
Mentre sempre ricordando i lupi di Shaun i quali mangiano con un intervallo dai 3 ai 4 giorni, sono portati ad una attività di sorveglianza, di branco più attiva.
Una cosa che ho notato in tutti i carnivori presenti nel parco: Orso, Tigre, Leopardo, che erano tutti molto addormentati...
Mi chiedo se nel cibo non vi somministrino loro del blando sedativo.
L'unico che ho potuto vedere in attività è stato il Crisocione....














IL CRISOCIONE

Finalmente ne vedo uno camminare, non è attivissimo, direi piuttosto riservato, ma per la mia grande gioia di fotografa riesco a scattare un paio di foto decenti...

Ora ve lo presento: 
Alto fino ad 85 cm al garrese, pesa 20-25 kg.
Il pelo è prevalentemente di colore rosso-bruno, ma assume una colorazione nera sulla parte posteriore e sulle zampe; la parte terminale della coda è bianca.
Le due caratteristiche visivamente rilevanti sono la lunghezza sproporzionata delle zampe, che lo fanno assomigliare ad una sorta di volpe "con i trampoli" e che sono necessarie per muoversi tra l'erba alta di molta parte del suo habitat, e la criniera scura e con un pelo assai rado, ma che lo fa giustamente frequentemente definire "il lupo dalla criniera", nonostante egli non abbia alcuna parentela diretta né a livello biologico né tanto meno comportamentale con tale temibile predatore.
Il crisocione trotterella, cammina, ma non ha, in netto contrasto con i lupi ed altri canidi, nessuna resistenza alla corsa. Il suo passo tipico consiste nel sollevare entrambe le zampe dello stesso lato del corpo ponendo il peso sulle altre.

Diversamente dagli altri canidi (lupo, licaone, cuon) il crisocione non vive in branchi e non caccia grosse prede. È un animale molto timido che raramente attacca o anche semplicemente incontra l'uomo. Vive in coppia solo quando si tratta di allevare la prole. La gestazione dura 67 giorni e la femmina può partorire fino a 6 cuccioli.
Il crisocione è solito cacciare di notte. Prede abituali sono lepri, uccelli e roditori. La frutta, come si vede dai molari particolarmente adatti allo scopo, costituisce una componente importante della dieta, in particolare la pianta di pomodoro selvatico (Solanum lycocarpum, anche detta frutto del lupo o "lobeira") senza la quale l'animale morirebbe di infezioni renali. Proprio per questo il crisocione contribuisce attraverso i suoi escrementi a disperdere i semi della pianta. Si può dunque parlare di una vera e propria simbiosi, che coinvolge anche alcune specie di formiche. Il crisocione caccia con balzi improvvisi (tecnica già usata dalla volpe)







Foto: Autore Katia Verza
Materiale didattico preso da www.wikipedia.org

venerdì 11 maggio 2012

mercoledì 9 maggio 2012

I COMMENTI DEI PARTECIPANTI ALLO STAGE: ALLEVARE - CRESCERE - EDUCARE

Le impressioni dei partecipanti al corso sull'Allevamento 
Come dico molto spesso, metter insieme una femmina e un maschio è facilissimo, ma comprendere cosa avviene nella femmina, i cambiamenti fisici, comprendere poi i giusti atteggiamenti da tenere con i piccoli e tantissime altre sfaccettature, possono essere di aiuto non solo per chi vuol avvicinarsi a questa meravigliosa (impegnativa . responsabile) esperienza, ma potrebbe esser anche di aiuto a chi vuol un cucciolo e non vuole incorrere nel rischio di acquistarlo da un Allevatore poco professionale (detto anche Cagnaro) rischiando di pentirsene subito dopo.
Comprendere il lavoro di un Allevatore ci permette di spendere bene i nostri soldi ed essere soddisfatti nel tempo.


Ora vi lascio come al solito ai commenti dei partecipanti..

Presto verranno pubblicati anche gli altri.... 


Alessia Abelli:  alessia@gmail.com 


Volevo esprimere un mio commento riguardo lo stage tenuto sabato 5 e domenica 6 maggio da Katia Verza che riguarda l'allevamento.
lo stage è stato molto utile, ricco di contenuti, di informazioni tecniche, di esempi specifici, e molto altro.
Con i suoi incontri aiuta molte persone che si vogliono avvicinare a questo mondo di cinofili.
A mè personalmente è servito molto anche perchè ho un pastore tedesco prossimo al parto, e se non fosse per questo stage sarei rimasta allo scuro di molte nozioni. 
Ringrazio Katia per le bellissime due giornate e spero di poter partecipare presto ad un'altro dei suoi stage.


Valeria Mangione: valeriapets@gmail.com 

Per una professione atipica come il pet sitting, per la quale il solo grande amore per gli animali ritengo non sia sufficiente a fornire un servizio professionale a tutti gli effetti, diventa fondamentale trovare corsi che arricchiscano la propria formazione a diversi livelli.
Conosco Katia dall'ottobre 2011, quando ho partecipato a una delle giornate conoscitive sul clc che organizza periodicamente al suo campo di lavoro cinofilo. Mi avevano colpito il suo entusiasmo e la sua professionalità già allora; rimaste in contatto per altre iniziative che la coinvolgevano, siamo arrivate allo stage sull'allevamento del 5 e 6 maggio a cui ho partecipato. Qualche tempo fa, parlando con Katia del programma, avevo espresso i miei dubbi sull'utilità di seguire lo stage, ma lei è riuscita a convincermi e a posteriori devo ammettere di non essermi pentita. Durante la due giorni di incontri, Katia ha parlato del suo lavoro come allevatrice, supportata da materiale fotografico e diapositive. Gli argomenti presentati erano tanti, alcuni un po' ostici e Katia ha saputo trattarli con termini di facile comprensione. La professione di allevatore non è facile, bisogna scegliere i soggetti per l'accoppiamento con cognizione di causa, preoccuparsi della salute della fattrice e poi dei cuccioli, della loro socializzazione per prepararli alle famiglie “umane” in cui saranno accolti; non ci si improvvisa allevatori, bisogna studiare, continuamente aggiornarsi e durante lo stage tutto questo è emerso.
Per il momento non mi è ancora capitato di dover accudire una cagna gravida o cucciolotti di meno di 6 mesi, ma con i rudimenti acquisiti allo stage, ora ho conoscenze che non mi fanno temere di assicurare il mio supporto agli eventuali clienti che ne avessero bisogno.
L'atmosfera dell'incontro è stata rilassata (ma su questo non avevo dubbi, per averlo già sperimentato nel precedente stage di ottobre ed essendo stata con Katia in altre occasioni), inoltre questi due giorni hanno rappresentato persino una piccola rimpatriata, infatti ho ritrovato Paola e Francesco, due amici conosciuti durante il viaggio-stage al Wolf Centre di Shaun Ellis dello scorso marzo, alla cui organizzazione e riuscita ha contribuito in modo fondamentale... Katia! Ma che lo dico a fare!
Potrei continuare con le solite parole di apprezzamento e lode che sono quasi di prassi in questi casi, ma al di là dell'esprimere la mia personale soddisfazione, la miglior cosa che io possa scrivere è consigliare di seguire uno degli stage di Katia e verificare direttamente la sua professionalità e la sua vulcanicità! Escludendo considerazioni sul carattere di una persona e non facendosi influenzare dalla tendenziosità di chi critica a distanza senza conoscere, ripeto, la miglior cosa è verificare personalmente l'impegno di Katia, se ne potrà rimanere delusi oppure entusiasti, ma così è nella natura di tutti gli incontri e di tutte le esperienze che viviamo.
Valeria




Lo stage è stato molto bello e ricco di informazioni utili,personalmente alcune cose le avevo già sentite in tuoi precedenti stage,ma è sempre utile risentire qualcosa,specie per una smemorata come me. 
C'è molta gente che pensa che allevare sia un hobby e una cosa da poco,ma non concordo con questo pensiero, grazie a questo stage molte persone potrebbero venire a conoscenza di quanta difficoltà e impegno c'è dietro ad una cucciolata. Io ritengo che tu faccia un lavoro splendido con i tuoi cani e questo stage me ne ha dato ulteriore conferma. 
Gloria


Emanuela Amato: emamato@live.it


E' la seconda volta che partecipo e questa volta con occhi diversi, come chi ha vissuto l'esperienza di avere una cucciolata. E devo dire che le nozioni apprese la prima volta sono state fondamentali per assistere mamma e cuccioli. Tutte le informazioni date durante il corso, in modo esaustivo e concreto da Katia, si sono rivelate fondamentali per accudire la gestante, crescere i cuccioli e districarsi nel complesso mondo burocratico...perchè a fare i cagnari son buoni tutti, ma per allevare ci vuole ben altro.

Ringrazio ancora tanto Katia per avermi aiutata tanto. 


In attesa di altri commenti.....

Foto Autore: Katia Verza