mercoledì 16 settembre 2015

ADOTTARE UN CLC ... COSA COMPORTA???

Chi compra un cane, di solito si orienta su un cucciolo o un cucciolone. L’età di adozione varia dai 60gg ai 4 mesi. Molti pensando che adottare un animale di età giovane, sia più semplice insegnargli l’educazione, il rispetto, l’amore per il nuovo branco.
Di solito chi decide di far questa scelta, s’informa sulla razza, sul modo di educarlo, sul modo di accoglierlo, su chi li seguirà nella prima educazione (adatto per quella razza) prima del momento e non dopo averlo portato a casa.
Purtroppo la percentuale di chi compra senza prima informarsi su quanto descritto sopra è ancora molto alta. La gente pensa che il cane sia semplice, che non abbia bisogno di tutte queste attenzioni, (si pensa che siano tutte idee nate dagli educatori/addestratori che ci vogliono guadagnarci sopra) e che con un paio di libri ci si possa arrangiare. Volere tanto, spendendo meno.
Ma… !!! non si son fatti i conti con l’oste. Chi compra in modo leggero senza farsi le giuste domande, finisce sempre di ritrovarsi a dover gestire situazioni noiose e a volte costose (e qui gli educatori/addestratori si sfregano le mani). Basti solo pensare ai danni che arreca un cane alla casa, quando viene trascurato più del dovuto. Poi se questo appartiene a razze particolari come potrebbe essere nel caso del Cane Lupo Cecoslovacco, allora apriti cielo.
Inoltre un educazione impartita da una figura cinofila fin da subito ha un costo meno elevato di un educazione di recupero.
Ho conosciuto molti personaggi, che nonostante non avessero i requisiti per poter vivere un CLC, non hanno voluto sentire ragioni, lo hanno preso a tutti i costi.
Il finale dei molti, è stata la fine dell'idilliaca storia d’amore, con il cane in canile.
Una nuova possibilità… ma….
In questo periodo sono stata contattata da un paio di clienti, che hanno scelto l’adozione di un cane adulto al posto dell’acquisto di un cucciolo.
Gesto degno di grande rispetto, Ma!!! … anche loro si sono accorti che le cose non sempre sono come appaiono.
Nella loro ricerca sono stati colpiti “emotivamente” dalla descrizione dell’annuncio: cane denutrito, cane legato alla catena, abbandonato, picchiato, recuperato in pessime condizioni, e così via…
Prima di entrare nel vivo del discorso, dobbiamo anche capire “la persona che cerca il cane proveniente dal canile”.
Di solito, nei casi dei “cani di razza”, li cercano quelli che hanno sempre desiderato un cane di razza,  che finanziariamente non se lo potevano permettere.
In tutto questo credo che non ci sia nulla di male, anche perché l’appartenere a una “razza” facilita l'adozione di un cane, permettendogli una vita migliore rispetto a quella di un "serraglio".
Le organizzazioni devono prestare molta attenzione a questo aspetto. Gente priva di scrupoli adotta  cani di razza, per poterli, poi sfruttarli in seguito nella riproduzione.
Sembrava amore, invece era un CLC...
Vi voglio parlare di due ragazzi che hanno chiesto il mio aiuto. Hanno adottato un CLC maschio di circa 4/6 anni. L’età di questo animale, è quasi un mistero, perché nessuno ha fornito indicazioni precise sull’età, variandola di volta in volta.
L’età di un cane influisce sull'adozione, si cerca sempre (in buona fede) di barare, l’impatto che fa un cane di 3 anni non sarà mai lo stesso di un cane di 6 anni.
Un età che va dai 4 anni in su suona un pò male all'orecchio dell'interessato, si cerca sempre un soggetto giovane proprio per condividere con lui, più tempo possibile. Ho conosciuto cani che sono stati fatti passare per giovincelli, quando giovincelli non erano.
Per una ragione di privacy non farò nomi, anche se i due ragazzi mi hanno dato carta bianca, ma preferisco ometterli, perché di noie ne hanno avute già parecchie, non voglio che gli si arrechi più danno di quello che ne hanno già avuto, li chiamerò entrami D.M.
Questo bellissimo esemplare di CLC chiamiamolo “Mirtillo”, proviene dal Sud Italia, la sua storia è un po’ articolata, a tratti confusa, quasi rocambolesca.
Si dice che abbia vissuto 2 anni abbandonato in cortile, con un proprietario  poco attento ai suoi bisogni, fino al giorno della sua fuga, vivendo allo stato libero per due anni. Recuperato da alcuni volontari, e poi trasferito in un altro canile, dove gli verrà cercata una nuovo sistemazione.
La descrizione del cane è piuttosto lunga, a tratti confusa, giudizio finale “poco coerente”.
I nuovi proprietari vengono informati, su una serie di moduli da firmare, sulle condizioni generiche di salute del cane. Gli si dice che avranno assistenza nell’inserimento e in caso di bisogno e questo aspetto li spinge ancor di più in questa direzione.
Fiduciosi fanno il grande passo, con tutta le felicità nel cuore, si apprestano a fare questa nuova esperienza. Si rendono conto fin da subito che l’assistenza, si riduce solo al giorno della consegna del cane e in un paio di telefonate, nonostante notino questa "mancanza" sulla quale contavano, procedono lo stesso ben felici di questa nuova avventura, ma ben presto si trovano di fronte a non pochi problemi di gestione.
A mio avviso la loro situazione famigliare non è stata presa abbastanza in considerazione dalle figure "addette ai lavori" che hanno seguito l’adozione, essendo loro già in possesso di due soggetti femmina di razza diversa da quella del CLC.
Il nuovo branco, si è trovato costretto a trovare presto un equilibrio.
L'equilibrio non è fatto di “parole” ma di rituali, di gesti, di morsi, di ringhi, di spazi, in poche parole si deve riorganizzare il gruppo a livello gerarchico e distribuire i nuovi ruoli.
Non basta dire: “il cane va d’accordo con tutti”. Occorre spiegare alle persone che un nuovo elemento all’interno di un branco già esistente può creare “scompigli”.
Gli “scompigli” tra cani sono dati da zuffe, lotte, brontolii, negli uomini invece sono dati da stati di preoccupazione e ansia.
Vedere i propri cani, quelli con cui fino il giorno prima andava tutto bene, prendersi per “il collo, scontrarsi fisicamente” procurandosi delle ferite, crea una tensione una preoccupazione tale che disorienta. Tutta la felicità del nuovo momento svanisce.


Lesione causata da un morso di una delle due femmine, durante una disputa.
Le due femmine convivevano insieme già da diversi anni, con l'ingresso del nuovo arrivato le carte in tavola si sono rimescolate.


L’ansia e la preoccupazione aumenta, quando ricontattando l’associazione che ha dato in adozione il cane, si ha come risposta un qualcosa di vago,  non da consigli, non da aiuto, non propone una soluzione. Alla preoccupazione e all'ansia si vive un nuovo stato emotivo, quello dell'"abbandono".
L’alternativa a questo silenzio, è stato quello di cercare aiuto in una nuova figura cinofila. I ragazzi prima di contattare a me, ne hanno contattati ben 5, dando versioni e pareri diversi, generando così altra confusione e frustrazione, e quello che mi ha preceduto è stato pure morso.
Vengo contattata da D.M. il quale/i mi racconta/no tutta la storia, lo sconforto, la preoccupazione nel gestire una situazione che non si aspettava minimamente. Il loro problema è diventato doppio, ovvero gestire il nuovo arrivato, e mettere di nuovo d’accordo le due femmine.
Il nuovo ospite dopo un periodo di adattamento inizia a prendere confidenza con l’ambiente e le persone che lo abitano, inizia a mostrare un pochino più di se.
Consiglio di usare prudenza, di non fidarsi del soggetto, perché il cane sta sperimentando il nuovo ambiente, sta assimilando le nuove risposte, e dopo ad una sua analisi, si comporterà di conseguenza.
Purtroppo, quando adottiamo un cane adulto, a parte le descrizioni che i canili forniscono, ( a volte di pura fantasia proprio per far leva sui sentimenti) non sono sufficienti, per capire bene “chi è quel cane” ma ancor di più “lo storico di vita di quel cane”.
Riflettiamo un momento:
  • secondo voi, quando andate da un educatore, e questo vi chiede come vive il cane, quanti di voi realmente sono sinceri con la figura cinofila?
  • Quanti di voi raccontano la verità di come viene vissuto il cane?
  • Detto questo: quante delle figure volontarie conoscono la storia di quel cane? Visto che i canili possiedono molti soggetti, e molto spesso li vivono nei serragli. Non si può  avere con assoluta certezza un quadro completo di ogni singolo soggetto, perché la vita di quel soggetto è regolata da orari, contesti ristretti e così via. Quindi si può intuire una parte del carattere di quel cane. Senza contare che molti cani remissivi in canile, una volta raggiunte le nuove abitazioni hanno cambiato totalmente espressione di sé, come cani particolarmente aggressivi in canile, hanno dato segni dociltà una volta nel nuovo ambiente.
Capire “Chi è quel cane”, purtroppo richiede molto tempo e molta osservazione.
Ho consigliato ai ragazzi di usare molta prudenza, un cane, soprattutto se si tratta di un soggetto del quale non si conosce affatto il suo passato, è un soggetto che va vissuto con ESTREMA PRUDENZA. Noi non conosciamo il suo percorso formativo, soprattutto non conosciamo quelle esperienza che l’hanno segnato (esperienze negative). Anche un gesto sbagliato può rievocare sensazioni spiacevoli e portare il cane ad avere atteggiamenti indesiderati.
L’affetto, le carezze devono essere somministrate con prudenza, una carezza sbagliata, anche un abbraccio affettuoso (manifestazioni tipiche umane) possono far scatenare reazioni impreviste. E proprio questo è capitato a D.M, la quale in un semplice/spontaneo gesto di affetto, ha ricevuto in cambio un “morso”.




A mio avviso questo attacco se possiamo chiamarlo così è stato solo un avvertimento, il cane non aveva piacere di quel contatto. L’azione del cane non ha portato lacerazioni, solo un graffio, ma si è trattato comunque di un bella pressione che ha causato un versamento nei tessuti.
Durante le mie lezioni e corsi, dico spesso, "mai accarezzare e abbracciare CANI che non si conoscono". Averlo adottato da poco tempo, non fa ancora di noi una figura di FIDUCIA.
Dopo questo evento i piccoli passi in avanti, fatti dai ragazzi, sono svaniti lasciando il posto ad una grande Ansia. D.M mi dice: “sai Katia con il senno del poi forse ora non ci troveremmo in questa situazione, se ci fossimo informati bene prima, noi non pensavamo di vivere una situazione così..”.
Adottare un cane, credo che rientri nei più bei gesti che una persona possa fare, ma occorre farlo con grande attenzione, occorre valutare bene, valutare se abbiamo il tempo per inserirlo, seguirlo, e la voglia di capirlo, mettendo in conto qualche l'imprevisto. Occorre capire se le persone che ci propongono il cane abbiamo le competenze cinofile adeguate, non basta essere “volontari” per essere "esperti", a volte neanche gli “educatori” riescono a decifrare determinati comportamenti. Fare questo tipo di valutazione richiede tempo, anzi tanto tempo.
Occorre vivere quel cane tutti i giorni, valutarlo in ogni tipo di esperienza per poter intravedere il suo bagaglio culturale, quindi ne un volontario, ne un educatore, con una valutazione sommaria, potrà dirvi con assoluta certezza “Chi è e cosa sarà”.
E' altrettanto importante, valutare come in questo caso, se i nuovi proprietari hanno già altri cani a casa. Valutare la razza, il sesso, l’età. Un buon inserimento prevede anche questo.
Dopo un paio di incontri telefonici con i detentori, arriva il momento di conoscere “Mirtillo”. Ho davanti a me un bel maschio, una buona struttura scheletrica, una bella testa, occhi ben attenti e pronti a cogliere ogni nuova variazione.
Dopo una perlustrazione del campo durata circa un'ora, marcando con urine e feci, inizia ad avvicinarsi a noi, che restiamo seduti in disparte ad osservarlo.
Mi avvicina un paio di volte, mi annusa e poi se ne va. Passano ancora una decina di minuti, nonostante io fossi seduta, dandogli il fianco e guardando dalla parte opposta, si appoggia al mio braccio, facendomi sentire i denti ed emettendo un ringhio profondo.
Rimango calma, anche perché se ha deciso di mordermi, non ho via di scampo, lui sarebbe molto più rapido di me, con un movimento lento mi appoggio l’altra mano sul seno per proteggerlo. Io da seduta sono praticamente a portata di bocca.
Sempre con estrema calma, dico ai ragazzi di richiamarlo e di allontanarsi da me. D.M era a circa un metro seduto da me, ripropongo la stessa dinamica aumentando le distanze. Il cane sembra esser più sereno.
Faccio passare ancora un decina di minuti, mi alzo e mi metto a camminare con passo molto lento e naturale in campo, il cane inizia a seguirmi, per finire a “marcarmi a uomo”. In quel momento ho ripensato alla descrizione della figura addetta ai lavori che l’ha valutato, e  l'avrei voluta tanto li con me, per chiederle cosa ne avrebbe pensato di quel nuovo aspetto di “Mirtillo”.
A questo punto, faccio legare il cane, so che se insisterò verrò di sicuro ad uno scontro.
Testo il cane con un soggetto femmina, noto che non ha problemi, ma anche vero che il cane che ho usato, è uno dei miei e conosce molto bene la comunicazione, è stata capace di comunicare in modo equilibrato e lui  si è sentito a suo agio.
Posso intuire che “Mirtillo”, sappia comunicare con gli altri cani, la sua comunicazione intraspecifica non mi appare incompleta, invece per quanto quella interspecifica, io presterei molta attenzione, soprattutto in presenza di estranei.
Ancora una volta vi suggerisco di pensare bene prima di prendere un cane, non ostinatevi sul avere un cane di razza, soprattutto se questo è un CLC o una qualsiasi altra razza che richiede tempo, tempo, tempo e conoscenza. Questo che si tratti di un cucciolo o di un cane adulto.
Avere un cane è facile, basta comprarlo, oggi funziona così, oppure lo si adotta, altro sistema efficace, ma non è sufficiente per viverlo, ci vogliono delle basi adeguate per viverlo, occorre in primis capire che appartiene ad una SPECIE diversa dalla nostra, e come tale necessità di ATTENZIONI ADEGUATE.
I Cani, non dovrebbero essere vissuti come i figli, mariti, fidanzati mancati..o come oggetti tanto desiderati,  i cani sono e resteranno sempre Cani. Amateli per quello che sono e verrete ampiamente  ricompensati di una fiducia, che nemmeno voi potete immaginare.
Per chi desiderasse consulenza sulla razza Cane Lupo Cecoslovacco

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